Pearl Jam
Il ritorno dei Pearl Jam nel 2006,alla soglia dei quarantanni il quintetto si Seattle dimostra di essere piu’ vivo e incazzato che mai.
Infatti si nota subito che è cambiato nei suoni rispetto al dimesso “Riot Act”: il suono delle chitarre è pieno, aggressivo,la voce di Eddie è squarciata,rotta appositamente in certi momenti,e fa capire con che passione è stato inciso.
Le prime tre tracce partono veloci ,poi arrivano dei pezzi rock piu’ classici,con un ottimo compromesso tra melodie e chitarre aggressive.Dopo due trascinanti brani: “Unemployable” e Big Wave si arriva a “Gone” con un incedere lento e ossessivo.Un finale inaspettato con due ballate,che sanno di nuovo per i Pearl jam.
Lo considero come il migliore album di una band che dopo 15 anni ha ancora voglia di stupire.
Infatti si nota subito che è cambiato nei suoni rispetto al dimesso “Riot Act”: il suono delle chitarre è pieno, aggressivo,la voce di Eddie è squarciata,rotta appositamente in certi momenti,e fa capire con che passione è stato inciso.
Le prime tre tracce partono veloci ,poi arrivano dei pezzi rock piu’ classici,con un ottimo compromesso tra melodie e chitarre aggressive.Dopo due trascinanti brani: “Unemployable” e Big Wave si arriva a “Gone” con un incedere lento e ossessivo.Un finale inaspettato con due ballate,che sanno di nuovo per i Pearl jam.
Lo considero come il migliore album di una band che dopo 15 anni ha ancora voglia di stupire.


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