mercoledì 3 gennaio 2007

Oasis “Don’t Believe the truth”


“Don’t believe the truth” è il sesto album di studio degli Oasis,con questo lavoro fa decisamente tacere le polemiche sull’affievolimento della vena creativa del gruppo. ”
Il licenziamento del batterista Alan White, l’assunzione al suo posto di Zak Starkey (figlio di Ringo Starr), ha sicuramente contribuito a rendere l’attesa per questo disco ancora più spasmodica. “Lyla” è il primo singolo estratto e suona già come una di quelle canzoni rock tipicamente Oasis.
Il disco si apre con “Turn up the sun” dove una introduzione prettamente 60s. Si passa poi a “Mucky Fingers”, pezzo che raccoglie un modo di cantare di Noel tipicamente punk.Primo brano scritto da Liam è “Love like a bomb, una ballata che risolleva gli scarsi esordi di Liam alla composizione,ma ecco fulminante come “The importance of being idle”, scritto e cantato da Noel e che conferma il più vecchio dei fratelli Gallagher come uno dei songwriters. “The meaning of soul” concentra in meno di due minuti la vera anima punk rock’n'roll degli Oasis mentre “Guess God thinks I’m Abel” quella più dolce.
Nell’ultima parte del disco , “Part of the queue”, altra ballata che lascia il segno, seguita da “Keep the dream alive”, grazie alla quale anche Andy Bell si dimostra un ottimo compositore.A chiudere il disco ,il classico lentone acustico, e questa volta la scelta è caduta su “Let there be love” .
Insomma il disco che rappresenta la riscossa degli Oasis,dopo anni di flop discografici.

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